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Spectator Cut the Ace’s

Spectator Cut the Ace’s

Il taglio agli assi mi ha sempre affascinato e segnatamente quando è uno spettatore ad eseguire parte dell’operazione. Per eseguire questo tipo di effetto ho fatto diverse prove e alla fine ho trovato due versioni che mi piacciono molto, la differenza è poca roba ma comunque molto interessanti entrambe.

L’unico materiale di cui hai bisogno è un mazzo di carte.

Preparazione:

L’unica preparazione necessaria è un Crimp, una piegatura della carta. Per preparare il Crimp devi semplicemente curvare la carta, sul lato corto, da una parte solamente. Questo crea una sorta di ponte che sarà visibile solo a te perché il mazzo da quel lato sarà dalla tua parte, personalmente io dò una piegata a tutti i quattro assi ma tu fai come ti trovi meglio. Metti gli assi in cima e sei pronto per cominciare Fig.1.

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Esecuzione

Estrai il mazzo ed esegui un falso miscuglio che lasci il set up inalterato, una volta terminato ponilo davanti allo spettatore. Chiedigli di effettuare quattro mazzetti, ora devi stare attento a dove posiziona il primo mazzetto, quello che contiene i quattro assi. Se lo spettatore dovesse posizionare questo mazzetto come secondo o terzo tu semplicemente spostalo e mettilo in quarta posizione (con la scusa di mettere a posto o squadrare le carte) alla fine il risultato finale deve essere come quello che vedi in fig. 2.

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Ora cominci a prendere, una alla volta, le carte da ogni mazzetto fino ad arrivare al quarto (quello che ha in cima i quattro Assi.

Prendi tutti e quattro Assi come una carta sola e poggiali sulle altre della mano sinistra, se tutto è stato eseguito correttamente l’impressione che hai dato è di prendere una carta da ogni mazzetto. Ora in mano dovresti avere 7 carte, quattro Assi seguiti da tre carte qualsiasi. Fai un breve riassunto di quanto è stato fatto fino ad ora: hai mescolato il mazzo, lo ha consegnato allo spettatore che ha eseguito 4 mazzetti sul tavolo. Ora comincia a prendere la prima carta di ogni mazzetto e arriva al quarto (quello che ha i quattro assi in cima, senza esitazione prendi le quattro carte come una. Questa operazione e resa “facile” grazie al ponte che hai effettuato sul lato che rimane dalla tua parte. Metti le quattro carte in cima alle tre che hai preso in precedenza. Ora devi dire: “Abbiamo preso una carta da ogni mazzetto” e nel fare questo prendi la prima carta del mazzetto che hai in mano e indica quelli che sono sul tavolo, porta questa carta sul fondo del mazzetto una volta terminata la descrizione. Ora, con il mazzetto nella mano sinistra, gira la prima e mostra come sia un asso. Mettilo sul primo mazzetto. Prosegui fino al terzo mazzetto ora devi eseguire la mossa chiave (la seconda mossa del gioco), dicevamo arriva fino alla terza carta e girala a faccia in alto sul mazzetto che hai in mano e con le dita della mano sinistra sfila l’ultima carta e girala a faccia in alto mostrando un quarto asso. Prendi il mazzetto che ha tutte le tre carte X e ponilo come una carta sola sul terzo mazzetto che è sul tavolo e in ultimo adagia anche l’ultimo asso. Fine dell’effetto.

Variante

L’unica variante che ho trovato è il fatto di non usare il Crimp ma di tagliare “a occhio” le carte necessarie, se poi sono 5 non fa nulla e prosegui come descritto nell’effetto.

Giuseppe De Vincenti

Spectator Cut the Ace’s

My name your name

La paternità di questo effetto non lo ricordo, un grazie all’autore e comunque dovuto. Un effetto semplice ma molto buono che non mancherà di stupire il vostro pubblico.

Effetto:

Una carta scelta viene perduta nel mazzo, dopo avere mescolato il prestigiatore compita il suo nome e trova la sua carta scelta. Compita il nome dello spettatore e trova la carta scelta dallo spettatore. Fine dell’effetto.

 

Preparazione:

Nessuna

Esecuzione:

 

Mescolate il mazzo di carte e fatene scegliere una allo spettatore, con la tecnica che preferite controllatela sulla cima del mazzo (salto, doppio taglio ecc.) ora girate il mazzo a faccia in alto ed eseguite un miscuglio nel cavo della mano facendo scorrere le carte una alla volta, compitando mentalmente il nome dello spettatore (Gigi) e aggiungete quattro carte. Ora proseguite In questo caso Vincent (7 LETTERE) conto mentalmente 7 carte e ricordo l’ottava. Portate tutte queste in cima al mazzo e proseguite facendo il miscuglio, nel cavo della mano, senza alterare l’ordine che avete appena eseguito, semplicemente mescolate la parte del fondo del mazzo rimettendole sul fondo.

Ora poggiate la carte sul tavolo e dite allo spettatore che trovare una carta è una cosa complessa, ma questa volta userete il suo nome per trovare la sua selezione. Riprendete il mazzo e dite “se volessi trovare la mia carta preferita, il 5 di fiori (supponiamo sia questa la carta che avete caricato) basta fare il mio nome: Vincent. Cominciate a mettere sul tavolo le carte, compitando il vostro nome V-I-N-C-E-N-T- e girate l’ottava carta e mostrate come sia il 5 di fori, compitate il nome dello spettatore G-I-G-I e girate la quinta carta, sarà la carta scelta da lui. Fine dell’effetto. L’effetto è “semplice” e facile da eseguire giusto un Opener per cominciare con delle cose più toste, questo ha un duplice vantaggio: 1) vi fa rilassare cercando di capire chi avete davanti e aggiustando il “tiro” per le cose che farete in seguito; 2) vi fa mettere nella condizione giusta per eseguire il resto della vostra esibizione

Spero vivamente che questi effetto vi piaccia, fino alla prossima statemi bene.

Giuseppe De Vincenti

 

“L’ Arte incontra la Magia”

“L’ Arte incontra la Magia”

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 “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non lo è”(Paul Klee).

 

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La riflessione di Paul Klee ci affascina perché ne scorgiamo una sorprendente contaminazione trasversale nel sottile confine tra visibile/invisibile/mistero e ignoto su cui il mago/illusionista poggia la sua ragion d’essere e la sua credibilità in quanto tale.E, partendo da questa contaminazione, vogliamo scoprire come l’arte, nelle sue tante forme, fornisce spunti alle esibizioni spettacolari del magico e come esso, con il suo universo, restituisca ispirazione all’arte. Oppure finiamo per imbatterci in tanti illusionisti  che si cimentano, da sempre, in altre forme artistiche (pittura,scultura,musica, poesia, letteratura) con stili originali che hanno prodotto opere apprezzate in tutto il mondo. Tra le opere pittoriche abbiamo trovato numerosi riferimenti a partire da “Il prestigiatore” attribuito al pittore olandese Hieronymus Bosch alla fine del 1400, oppure il grande Caravaggio che realizzò “I Bari” verso la fine del 1500. In piena avanguardia futurista Fortunato Depero realizzò “La casa del mago”(1920), ed il contemporaneo Marc Chagall fissò su tela “Il volo” in cui egli stesso si rappresenta abbracciato alla moglie Bella Rosenfeld sospeso nell’aria sui tetti di Vitebsk in Bielorussia.  Non possiamo tralasciare le numerose e suggestive opere di Maurits Cornelis Escher in cui arte e magia si rincorrono e si fondono nel perfetto equilibrio bianco/nero tra scale senza fine, illusioni ottiche, voli di uccelli divergenti, prospettive distorte e specchi moltiplicatori di immagini all’infinito.

La prestigiazione e la magia sono frequenti fonti di ispirazione nella musica e nella canzone; nel 1971 ha segnato un’epoca “Maga Maghella” cantata da Raffaella Carrà,  e in tempi recenti il brano di Raf Il prestigiatore”, oppure citazioni a tema magico nel brano di Claudio BaglioniAcqua dalla luna”, proseguendo con “Mondo Magico” una ballata rock intrisa di mistero e rinascita creata e cantata dalla talentuosa Grace L supportato da un video mistery cinematografico oppure il recente “Il Mago” eseguita da Mudimbi al Festival di Sanremo 2018; “Il Mago e le stelle” del cantautore Edoardo De Angelis con un videoclip interpretato dall’attore Neri Marcorè nel 2019 con la partecipazione di Walter Di Francesco e suo figlio. E poi i continui richiami all’anglofono “magic” che hanno intriso i brani rock di Kilye Minogue e Coldplay, e l’intramontabile e coinvolgente “Kind of magic” album dei Queen del 1986, e  “Il gigante e il mago” onirico e collodiano di Vinicio Capossela (2008). Nel 2019 Alan Parsons, appasionato di magia e illusionismo e membro da molti anni del Magic Castle di Los Angeles ha pubblicato “The secret” con una fascinosa copertina ove il profilo di un uomo in frac e cilindro, con un mazzo di carte aperte a ventaglio ed un bastone, si avventura verso l’infinito luminoso sulla passerella costituita, apparentemente, da tasti di pianoforte, ma che ad un’attenta analisi sono in realtà tante bacchette magiche di moderna concezione. Nell’opuscolo che accompagna il cd-rom ad ogni titolo di un brano l’autore ha voluto inserire una citazione famosa. Una per tutte : “ «Sono un grande ammiratore del mistero e della magia. Guarda questa vita – tutta mistero e magia.» “ (H.Houdini) abbinata al brano Soirée Fantastique” un chiaro riferimento alla memoria del francese Robert Houdin, innovatore indiscusso e formidabile personaggio della storia dell’illusionismo.

Tra gli artisti contemporanei non possiamo dimenticare che Gianluigi Sordellini , noto al mondo magico per le sue routine “touchless” con le carte, annovera nel suo curriculum anche un diploma in violino al Conservatorio di Cassino che lo ha portato in gioventù ad esibizioni orchestrali per molto anni, mentre Gabriele Gentile, oggi più noto come illusionista di tv e teatro, conduttore di eventi e collezionista di memorabilia magici,è anche un eclettico pianista, laureato in Pianoforte Principale al Conservatorio di La Spezia; una passione per le tastiere che non lascia indifferente nemmeno Raul Cremona che, in rare occasioni e solo tra amici, spesso si è fatto rapire dalla melodia suonando e cantando in dialetto milanese come un consumato musicista. Nel mondo dei fumetti il mago più noto è stato “Mandrake” (1934), nato dalla fantasia di Lee Falk (inventore dell’Uomo mascherato), mentre al cinema non possiamo non citare “Il mago di Oz”, i personaggi di Walt Disney con Topolino apprendista stregone in “Fantasia”, Mago Merlino e Maga Magò ne “La spada nella roccia”, la Fata in Cenerentola, Miss Price in “Pomi d’ottone e manici di scopa”e, in tempi recenti, la saga di Harry Potter tratta dai romanzi di J.W Rowling con le copertine delle edizioni italiane illustrate da Serena Riglietti, i moderni “The Prestige”, “Now you see me” 1 e 2, ”The Illusionist”,L’illusionista (L’Illusionniste) un film d’animazione del 2010 diretto da Sylvain Chomet e scritto da Jaques Tati, e le numerose versioni dedicate al carismatico e leggendario Harry Houdini.

Capovolgendo le prospettive, tra i vari prestigiatori scopriamo che molti di essi sono stati attratti dalla pittura o dalla scultura nonostante vengano ricordati più come maghi. Il professore Alberto Sitta (1919-1989) era diplomato in pianoforte e maestro d’orchestra, ma tutti lo ricordano quando in scena si esibiva nei sontuosi kimono del cinese Chun Chin Fu; oltre ad una conoscenza in ogni ambito della magia, dimostrava un tratto grafico personalissimo e leggero che ben trasponeva nelle numerose illustrazioni realizzate di suo pugno per semplificare la spiegazione dell’uso di un attrezzo magico o l’esecuzione di una routine complessa. Allo stesso modo il contemporaneo Ivo Farinaccia da Pescara, diplomato all’istituto d’arte e quindi con una naturale inclinazione al disegno, realizza tutte le illustrazioni esplicative delle sue note di conferenza, ma negli anni anche copertine, locandine, manifesti e affiche e vanta una collezione di oltre 5000 colonne sonore dimostrando amore e passione anche per la musica, elemento essenziale ma spesso poco curato con cui diamo armonia e ritmo ad ogni rappresentazione magica .

Il torinese Gustavo Adolfo Rol, oltre ad essere una personalità enigmatica che si circondò sempre di mistero e riservatezza, proponeva ai suoi ospiti l’esperimento della pittura di acquerelli che si producevano su foglietti piegati e mai toccati. Sempre nella metà del 1900, il padovano Ottorino Dalla Baratta (conosciuto come Odaba ) era un illusionista appassionato di pittura, musica e scultura. Chi ha avuto la fortuna di imbattersi nelle sue produzioni, conserva ancora gelosamente la “mano spiritica” un suo verosimile attrezzo di scena costruito in umile cartapesta. In tempi più recenti citiamo Jean Pierre Blanchard, prestigiatore ed abile artista della pittura veloce, ospite dell’edizione 2014 di Supermagic; Derren Brown noto mentalista e bravissimo ritrattista. Il brasiliano Fabrini Crisci , del duo Vic & Fabrini, noto in tutto il mondo per le sue affiche che ritraggono personaggi onirici e surreali, quasi fumettistici e dai colori marcati e decisi in un’ambientazione noir e spesso mefistofelica, cristallizzati in espressioni e gesti magici oppure in azioni sceniche degne di un cartone animato.

Tornando in Italia Vittorio Marino, a causa dello stop forzato dalla pandemia, ha riconvertito il suo estro artistico dedicandosi alla creazione di statue in carta pesta (papiermache), con una tecnica artigianale sorprendente ed ispirandosi sia ad alcune locandine del citato Fabrini o ai personaggi dei film di Tim Burton che ai protagonisti dei manifesti dei grandi nomi dell’illusionismo, realizzando così una originale forma tridimensionale all’iconografia rappresentativa dei leggendari artisti di maggior successo teatrale  tra il 1800 ed il 1900 (quali ad esempio Hermann, Houdini, Kellar). L’arte ha trovato pure una “liaison con la magia” nell’inedita mostra “Magic Streamers” nel 2010, nella quale furono esposte opere create appositamente per l’occasione da Stefano Veronesi che, in una sua personale sperimentazione artistica, mixava immagini fotografiche a tratti pittorici dei più noti illusionisti italiani ( Silvan, Alexander, Binarelli, Raul Cremona,Scimemi, Aimone, Bustric, Forest, Rolfo).

Possiamo azzardare che dall’arte riceviamo una possibile chiave interpretativa della natura e della vita che ci permette di riprodurre ciò che la mente immagina dando forma a ciò che i 5 sensi, spesso limitanti e distorti, non riescono a percepire fuori o dentro di noi. Essa è quindi il vettore creativo che ci conduce in una dimensione estetica superiore, al di là dei nostri sensi, in un mondo sospeso e per questo anche magico. Allo stesso modo anche l’atto magico riproduce una realtà spesso suggestiva ed oltre la logica grazie ai  “poteri” attivati dal mago, oltre la dimensione spazio/temporale e bypassando il senso critico e razionale.

A conclusione di questa breve carrellata tra arte e magia abbiamo trovato una frase ad effetto che ben sintetizza l’obiettivo cui ogni Artista  in cuor suo  intende giungere;

La dignità dell’artista sta nel suo dovere di tener vivo il senso di meraviglia nel mondo. (GK Chesterton)

 LINK ALLE IMMAGINI DELL’ARTICOLO

 https://photos.app.goo.gl/UyEjQ4SRgHLXdNpH8

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