0 Elementi
Magia con le palline di spugna

Magia con le palline di spugna

Prefazione

Prima di cominciare cerchiamo di fare un po’ di storia delle palline di spugna. Premesso che nessuno sembra conoscere l’origine di questo attrezzo, però posso dire che la prima descrizione di un effetto con le palline di spugna fece la sua apparizione (per la prima volta) nel numero di Ottobre del 1926 della rivista “the Linking Ring” a firma di Jessie L. Lybarger. Il tutto era molto semplice (senza quelle manipolazioni che rendono l’effetto molto diverso dalle attuali). Al Cohen asseriva di essere l’ideatore, molti pensavano che lo fosse ed eseguiva la routine così bene che veniva identificata con esso. E stato lo stesso Al Cohen che vendette la prima routine con le palline di spugna di Frank Garcia, la prima persona ad utilizzare le palline di spugna per il gioco dei bussolotti fu Joe Berg (amico di Frank Garcia) utilizzandole al posto di quelle rigide. Verso la fine degli anni trenta (credo nel 1940) vede la luce un fascicoletto dal titolo “Sponge Ball Manipulation” ad opera di Audley Walsh (un ufficiale di polizia esperto nel gioco d’azzardo), la pubblicazione ebbe un grande effetto tanto che ogni prestigiatore cominciò a volere un set di palline di spugna e cominciarono a ritagliarsi uno spazio per inserire un effetto con questo “nuovo” materiale. Nello stesso periodo un altro mago, Laurie Ireland, fece nuove scoperte tra mosse e routine. Nel 1960 Gene Gordon chiese a Frank Garcia di scrivere un libro sulle palline di spugna, l’Ireland Magic (oggi conosciuta come Magic Inc.) aveva messo insieme tanto materiale da pubblicare il libro “The Sponge Book” in quello stesso periodo. Per un certo periodo le palline di spugna hanno avuto un interesse notevole che però non è stato al passo con la letteratura. Altre routine interessanti sono quelle di Frank Garcia, Stephen Tucker di Albert Goshman che è stato un produttore di palline di spugna e un esecutore spettacolare.

  • Facebook

Frank Gracia ha presentato effetti con le aplline di spugna per oltre 35 anni e sicuramente era certo che l’effetto con le palline di spugna è uno tra gli effetti più forti che un prestigiatore possa eseguire ad un tavolo. Ora vi racconto un piccolo aneddoto su Frank Garcia. Molti anni fa doveva tenere uno spettacolo al Waldorf – Astoria a New York City (vedi foto in calce), in quei giorni lavorava e si esibiva con una routine di palline di spugna. Il locale (come potete vedere dalla fotografia in calce) è un posto molto “in” quindi le performance di ogni artista devo essere il massimo dell’espressione. In quell’occasione invitò un paio di amici…. Dai Vernon, Faucett Ross e Ross Bertram ad accompagnarlo in questa avventura.  La chiusura dello spettacolo era la sua esibizione con le palline di spugna, quello che aveva creato era uno spettacolo attento e preciso nei particolari, dal vestito agli effetti, la messa in scena e la presentazione. Dopo lo spettacolo raggiunse i suoi amici che erano rimasti lì a vedere il suo spettacolo e in quella occasione Dai Vernon lo nominò, anzi lo incoronò “Re degli esecutori di palline di spugna” un grandissimo onore per lui.

  • Facebook

Manutenzione.

Le palline di spugna sono un ottimo attrezzo, non richiede una cura particolare (tranne qualche piccolo accorgimento) occupa poco spazio ed è sempre pronto per essere usato. La prima parte di questo breve scritto prende in esame la cura e la manutenzione d questa attrezzatura.

Ancora non lo sai ma le palline di spugna sono abbastanza resistenti e durature, l’importante e preoccuparsi di fare poche cose per mantenerle il più a lungo possibile. Se in qualsiasi momento ti accorgi che sono rovinate (irrimediabilmente) non pensarci due volte: buttale. Spero che il prezzo delle tue performance ti permettano di comperarti una confezione di ricambio, l’ideale sarebbe di avere sempre con te 2 confezioni di palline. In questo modo se qualche cosa non dovesse andare per il verso giusto (smarrimento di una pallina o rovinata per un motivo qualsiasi) sei sempre pronto per eseguire la tua routine. In caso di pieghe o altro (sporcizia data da polvere) l’unica cosa da fare è lavarle sotto acqua corrente con un po’ di sapone per le mani. Una volta lavate e sciacquate sotto l’acqua corrente, strizzale tra le mani in modo da togliere l’acqua in eccesso, ora le puoi asciugare con un pezzo di carta o un panno, basta avvolgerle e tamponarle per qualche secondo. Basterà per asciugarle. Una tecnica per farle riprendere, magari le avete riposte male e hanno preso una piega brutta è la seguente: prendete la pallina e chiudetela nel pugno della mano (ma non stringete) e poi avvicinate alla bocca. Ora non vi resta che alitare all’interno del pugno, questa semplice operazione vi consentirà di immettere dell’umidità all’interno della pallina che si riprenderà, ovviamente se avete a disposizione un rubinetto una sciacquata sotto il rubinetto risolve tutti i problemi.

Quali palline acquistare?

Il mercato mondiale ha messo in circolazione diverse qualità di palline di spugna, personalmente quelle che preferisco io (ma non sono il solo) sono quelle che produce la Albert Goshman. La sua esperienza nel campo del close up e segnatamente nell’uso delle palline di spugna lo rendono uno dei più affidabili, il costo è relativamente basso e quindi abbordabile per tutti. Il resto delle palline che si trovano in commercio non sono di mio gradimento ma questo rimane solo un mio parere personale, forse l’unica eccezione lo fanno i conigli di spugna di Tenyo (come le palline ma a forma di coniglio con finale gigante). Le palline di Goshman le trovi in diverse misure a te scegliere quella che preferisci, in diversi colori: dal rosso al verde, nero, viola, gialle, verdi, blu. Ovviamene scegli tu il colore che più ti aggrada. Una volta terminata la tua performance riponile all’interno della scatola per evitare che prendano pieghe, oppure riponili in modo da tenerle riparate.

Tecniche

Affronteremo adesso il tema delle tecniche adatte per la sparizione e per tutto quello che serve per cominciare a fare una minima routine con le palline di spugna. Ovviamente prenderemo in esame solo alcune cose relative alle tecniche perché non voglio caricarti di troppe cose, un paio di tecniche saranno sufficienti per darti l’idea di cosa puoi ottenere.

1) Sparizione

Per effettuare la sparizione di una pallina di spugna esistono diverse tecniche, prenderemo in esame una sola sparizione per evitare di caricarti di troppe cose. Più avanti, proseguendo con il tuo percorso avrai modo di scoprire altre versioni.  Prendi la pallina con la mano destra, tra il pollice e le altre dita, gira la mano a palma in alto e mostra la pallina. Ora avvicinati alla mano sinistra che riceve, apparentemente, l’oggetto e le dita della mano si sollevano a coprire la vista. Adesso con le dita della mano destra e trattieni la pallina e chiudile leggermente (non è necessario chiuderle a pugno, altrimenti dichiareresti senza dirlo che nascondi qualche cosa).  Chiudi la mano e fai sparire la pallina. Ora vorrei soffermarmi su questo punto per farti capire una cosa importante, quando dico fai sparire la pallina … devi credere che la pallina è veramente nella mano. Questo pensiero ti favorirà nel linguaggio del corpo, perché è tutto il corpo che trasmette il messaggio, la postura delle gambe la mano il viso lo sguardo tutto dice che realmente la pallina è nella mano sinistra e tra un momento sparirà.  Per eseguirla correttamente devi operare in questo modo, porta la gamba sinistra in avanti e prendi la pallina, mostrala e fingi di metterla nella mano sinistra. Mentre esegui queste azioni portati leggermente in avanti con il corpo (di poco) e al momento della sparizione alza la mano chiusa verso la bocca e di conseguenza il corpo si raddirizza e la mano destra (con la pallina impalmata) “cade” sul fianco. Se ci fai caso tutto il tuo corpo sta “dicendo” che la pallina è lì nella mano sinistra e   quando sparisce l’effetto sarà maggiore. Ovviamente starai pensando che tutto questo è impossibile ma non è cosi, bastano pochi secondi per eseguire questa ottima sparizione e poi tutto quello che è stato detto fino ad ora puoi utilizzarlo per altre cose (monete, carte ecc.).

Split

Lo “Split” e una illusione che fa credere allo spettatore che la pallina si divida i due. Per eseguire questa manipolazione esistono diverse tecniche, vediamone una. La pallina è tenuta nella mano sinistra tra le dita e il pollice, nella mano destra ne hai una nascosta. Ora avvicinati alla mano sinistra e copri per un attimo la pallina con le dita della destra, il pollice sposta in avanti la pallina che era rimasta nascosta e la mostra. Se tutto è stato eseguito correttamente si avrà l’illusione che la pallina si è divisa in due. Bene queste sono le sue manipolazioni base per cominciare la nostra rutine e adesso siamo pronti per addentrarci nel vivo della magia.

Routine con le palline di spugna

Nella confezione ci sono quattro palline, prendile e mettile in tasca (o la destra della giacca o dei pantaloni, come sei comodo tu) e sei pronto per cominciare. Vai in tasca ed estrai la prima pallina, spiega che si può fare poco con una pallina sola. Si può farla sparire e poi riprenderla (esegui la sparizione e vai in tasca e tira fuori sempre la stessa), esegui questo effetto per due volte. La terza vota vai in tasca e tira fuori due palline una impalmata, nascosta tra le dita della mano e l’altra in evidenza. Passala nella mano sinistra e spiega che per rendere interessante il tutto bisogna avere almeno due palline, avvicinati con la destra alla sinistra e “dividi” la pallina. Semplicemente prendi la pallina e tirala leggermente e quando la lasci mostra quella che tenevi impalmata, se eseguito correttamente avrai dato l’impressione che la pallina si è divisa in due. Ora prendi una pallina e fingi di metterla nella mano sinistra, raccogli l’altra e mettile (tutte e due) nella mano dello spettatore. Gesto magico e apri la mano mostrando come la pallina sia sparita dalla tua mano e riapparsa nella mano dello spettatore. Spiega che questo è possibile perché si usano due palline se usavi solo una l’unica cosa che potevi fare era quella di farla sparire e riprendere dalla tasca, fai seguire le tue parole alle azioni. Nel fare questo impossessati della terza pallina che hai in tasca e tienila tra le dita in modo che non si veda. Ora chiedi allo spettatore di scegliere una delle due palline (sta attento perché potrebbe capitarti che lo spettatore NON ti dica una o l’altra ma che la prenda tra le dita, se dovesse capitarti chiedigli di aprire la mano e prendi la pallina, fingi di tirare via un pelo di tessuto o una scusa qualsiasi) rimetti la pallina (in realtà due con quella che hai in mano) allo spettatore, fai sparire la pallina rimasta che ti resterà tra le dita della mano destra. Se tutto è stato eseguito correttamente lo spettatore non si accorgerà di nulla anzi resterà sorpreso dal fatto che ora ha tre palline nella mano. Ora non ti resta che prendere le palline e rimetterle in tasca e ringraziare gli spettatori. Fine dell’effetto.

Note finali

Come avrai ben capito la routine è possibile di svariati variazioni e “allungamenti” ma per il momento credo che questo basti per darti la giusta spinta emotiva per cominciare a muovere i primi passi con la magia della palline di spugna, n seguito avrai modo di scoprire altre varianti e altri piccoli sotterfugi ma per il momento ne hai abbastanza. Studia con attenzione tutto questo e fallo tuo, con il tempo imparerai delle cose nuove ma per ora ti basti questo e buon divertimento con le palline di spugna.

Dimenticavo una cosa sarebbe utile ma non indispensabile avere uno specchio tri facciale come quello che vedi nella foto in calce, questo ti farebbe capire dove sei scoperto e migliorare i tuoi movimenti. In mancanza di questo andrà ben anche un specchio normale perché così puoi concentrarti sulle immagini riflesse e non sulle tue mani, in questo modo hai una visione di ciò che vede lo spettatore.

Jacob Daley

Jacob Daley

L’uomo che salvò le mani di Dai Vernon….
Jacob Daley è stato un chirurgo plastico e Mago amatoriale. Nato il 26 Marzo 1897, ma il luogo della sua nascita non è certo. La rivista Linking Ring, nel Marzo 1954 (Vol.34, No.1, pg.26), attesta che il Dr. Daley nacque in Russia “51 anni prima” (quindi nel 1903), per poi correggere la data attestando che il Dr. Daley nacque il 26 Marzo 1897, nella città di New York, da Barnet e Anna Daley. Ancora oggi non sono certe le sue origini e si pensa sia effettivamente nato in Russia e che la sua famiglia si sia trasferita a New York quando Jacob aveva solo tre anni.
Stando sempre al numero di Aprile di Linking Ring, Jacob Daley si è laureato in Medicina alla “Fordham University School of Medicine”. Nei suoi anni universitari ha preso parte alla SATC (Student Army Training Corps), un corpo fondato dal Dipartimento della guerra degli Stati Uniti d’America nel 1918 e che si prefiggeva di incoraggiare nei giovani studenti un’educazione sia accademica che militare, per far fronte alle possibili necessità richieste dalla Prima Guerra Mondiale. Alla fine venne congedato con onore.
Jacob Daley è stato fondatore della “American Otolaryngologic Society for Plastic Surgery” e fu membro della SAM (Society of American Magician) e dell’IBM (International Brotherhood of Magicians).
Il suo interesse per la Magia nasce nel 1934 dopo l’incontro con un altro Mago amatoriale: il Dr. Henry C. Falk, che gli mostrò l’Hermann Pass e gli consigliò di allenarlo fino a renderlo perfetto. Successivamente divenne amico di Nate Leipzig, Sam Horowitz e Dai Vernon. Il suo libro preferito era “The Expert at the Card Table”
di S. W. Erdnase“, la sua magia era ispirata a quella di Leipzig e il suo idolo era Hofzinser.
Daley era specializzato in carte, palline e bussolotti, anelli cinesi. Alcune delle sue migliori routine sono pubblicate su Stars of Magic. Ricordiamo soprattutto “Cards up the sleeve”: tema classico perfettamente studiato dal Dr. Daley. Ha inoltre condotto uno studio sul “Side Steal”, pubblicato nella terza edizione di “Expert Card Technique”. Altri suoi effetti e idee particolarmente interessanti si trovano su Genii e su Jinx. Ad esempio, nel numero 47 della rivista di Annemann troviamo descritta la sua routine di Cups&Balls.
Vinse lo Sphinx Award nel 1939. Il 17 Febbraio 1954 Daley era ospite all’”Art Directors’ Club Luncheon” a New York e lì intrattenne i presenti con la sua magia, guadagnandosi un fragoroso applauso da parte del pubblico. Poco dopo cadde dalla sedia. Il tempestivo intervento medico fu inutile: il Dr. Daley morì sul colpo. Caro amico di Dai Vernon, il Professore lo descrisse come una persona estremamente appassionata ed uno dei più fini gentiluomini e abili maghi che avesse mai conosciuto, oltre che amico di tutti i Maghi. Il M-U-M, mensile della SAM, disse che era un distinto specialista in due campi: la chirurgia e l’abilità di mano e lo descriveva come un perfezionista. Daley in effetti credeva che ogni effetto avesse almeno un punto debole e si sforzava in tutti i modi di eliminarlo.
Per Daley il Mago e il chirurgo erano due figure molto vicine perché entrambe capaci di produrre, cambiare e far sparire la materia. Era un appassionato di fotografia (specialmente con le miniature) e si è occupato delle foto delle due lezioni contenute alla fine di Stars of Magic: “Royal Monte” di Dai Vernon e “The Art of Using the Lap as a Servante” di Slydini.
Nei suoi ultimi mesi di vita il Dr. Daley, su consiglio di Bill Simon, inventò e mostrò a Dai Vernon quello che oggi è diventato un classico della cartomagia: una apparentemente semplice trasposizione di assi. Lewis Ganson poi pubblicò l’effetto, nel 1957, nel “Dai Vernon Book of Magic”, chiamandolo “The Last Trick of Dr. Jacob Daley” in tributo a lui. Quest’ultimo gioco di Daley divenne un classico per la sua semplicità e la sua potenza. Oggi possiamo trovare moltissime varianti di questo effetto, tra cui quella di Milbourne Christopher nel quinto volume del “Tarbell”, nel secondo dei “Collected Works” di Alex Elmsley, nel “Cardician” di Marlo ed in “Card Control” di Arthur Buckley.
Frank Csuri, Mago ungherese membro del Magic Castle, a metà degli anni ’50 si trasferì a Kansas City e divenne amico di Faucett Ross. In quel periodo spese più di due anni per decodificare tutti gli appunti che Daley prendeva nei suoi taccuini. Per anni il lavoro di Csuri circolò sottobanco tra i maghi. Ma nel 1974 l’intera opera venne pubblicata dalla Gutenberg Press di Karl Fulves col titolo di “Jacob Daley’s Notebooks”. All’interno sono contenuti effetti di Dai Vernon, Horowitz, Leipzig, Al Baker, John Scarne, Malini, Annemann e molti altri.
Federico Bancroft

Federico Bancroft

Federico Bancroft e il suo sogno infranto….
Frederick Bancroft nasce Frederick Bronson il 22 Gennaio 1867 a Winona in Minesota. Era un dentista e un agente di assicurazioni sulla vita che cercò di diventare un mago professionista di successo come il suo amico Alexander Herrmann .
Trasferitosi a Chicago dal centro di New York intorno al 1878, Bancroft eseguì alcune magie sul palco da ragazzo sotto il nome di “De Castro, il mago ragazzo”, eseguendo solo alcuni piccoli trucchi al vecchio Olympic Theatre in Clark Street a Chicago. . Alla fine è diventato un agente di assicurazioni sulla vita nella zona di St. Paul e Minneapolis. Ha avuto molto successo e ha anche fatto soldi nel boom immobiliare. Si interessò di nuovo alla Magia e iniziò a esibirsi in associazioni ecclesiastiche, benefici e intrattenimenti nei club.
Divenne amico di Alexander Herrmann e decise che anche lui sarebbe diventato un Mago professionista. Anche se aveva i soldi per acquistare trucchi nuovi e originali, ha iniziato con piccoli trucchi antiquati e ha speso soldi invece per elaborati accessori da palcoscenico. I suoi meravigliosi poster lo chiamavano “Principe dei Maghi”. Fece la sua prima apparizione pubblica, come Mago, il 19 Ottobre 1895 ad Orange, nel New Jersey. Imitò l’interpretazione di Herrmann, che non andò molto d’accordo con il pubblico, poiché era molto più giovane. Il pubblico ha anche scoperto che era inesperto e che i suoi trucchi non erano all’altezza del suo ambiente sontuoso.
Dopo il primo anno, che si è concluso con una grave perdita, ha deciso di fare un viaggio in Europa e nelle Indie Orientali per rilassarsi e studiare. Al suo ritorno, Bancroft si assicurò l’ex manager dell’Herrmann, sperando di prenotare i migliori teatri delle città più grandi. Ha aperto il tour al teatro dell’opera di Harlem. Purtroppo, proprio all’inizio di questo nuovo tour, si ammalò e morì di febbre tifoide alla giovane età di 31 anni, il 26 Settembre 1897 a Charleston, South Carolina non è mai stato in grado di realizzare il suo successo come Mago professionista….

Pin It on Pinterest

Share This